Disturbi alimentari

La Bulimia
Una battaglia invisibile contro il corpo e la mente

La bulimia è un disturbo che spesso rimane nascosto dietro il silenzio e la vergogna. Chi ne soffre si trova intrappolato in un ciclo di emozioni contrastanti: un desiderio di controllo che si scontra con il bisogno di evasione. 

La bulimia è un disturbo che coinvolge sia il corpo che la mente, spesso difficile da affrontare da soli. Chi ne soffre si trova intrappolato in un ciclo di abbuffate e comportamenti di compensazione, vivendo la frustrazione di non riuscire a controllare né il proprio corpo né le proprie emozioni. Tuttavia, è importante ricordare che la bulimia non definisce chi si è, e che non è mai troppo tardi per chiedere aiuto. Il primo passo verso la guarigione è aprire il cuore e la mente alla possibilità di un cambiamento, intraprendendo un percorso di cura che possa restituire serenità. In questo viaggio, un professionista esperto sarà al fianco della persona, offrendo empatia, ascolto e supporto per ritrovare insieme l’equilibrio e la libertà che merita.

bulimia

Cos'è la Bulimia?

La bulimia è un disturbo alimentare grave che si caratterizza per un ciclo ripetuto di abbuffate seguite da comportamenti finalizzati a contrastare i danni percepiti di tali abbuffate. Le persone affette da bulimia mangiano in modo incontrollato, ingerendo quantità di cibo notevolmente superiori a quelle che una persona media consumerebbe in un periodo simile. Questi episodi sono accompagnati da una sensazione di perdita di controllo, in cui la persona non riesce a fermarsi, anche se non sente più il bisogno fisico di mangiare.

Dopo l'abbuffata, la persona mette in atto azioni di compensazione per cercare di eliminare le calorie assunte o per evitare l'aumento di peso. Questi comportamenti includono il vomito autoindotto, l'uso eccessivo di lassativi, diuretici o altre sostanze, oppure un esercizio fisico estremo e incontrollato. Tali condotte sono praticate nel tentativo di "neutralizzare" gli effetti negativi percepiti delle abbuffate, ma in realtà, queste azioni contribuiscono a danneggiare ulteriormente la salute fisica e psicologica.

La Diagnosi

Il processo diagnostico inizia con un colloquio approfondito in cui vengono esplorati i comportamenti alimentari, le abitudini, le emozioni e i pensieri del paziente.

I Comportamenti devono essere presenti almeno una volta alla settimana per tre mesi consecutivi per soddisfare i criteri diagnostici. Il medico può anche escludere altre patologie che potrebbero manifestare sintomi simili e valutare la gravità del disturbo per stabilire il piano terapeutico più adatto.

Vengono inoltre considerati i criteri diagnostici stabiliti dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5):

1.

Abbuffate ricorrenti:

Consumo di una quantità di cibo notevolmente maggiore rispetto a quella che una persona mangerebbe normalmente in un periodo di tempo simile, accompagnato da una sensazione di perdita di controllo.
2.

Comportamenti di compensazione inappropriati:

Per evitare l'aumento di peso, la persona mette in atto comportamenti come il vomito autoindotto, l'uso eccessivo di lassativi, il digiuno o l'esercizio fisico estremo.
3.

Preoccupazione eccessiva per il peso e la forma corporea:

L'autostima della persona è influenzata in modo significativo dal proprio peso e dalla forma del corpo.